Parco dei Mulini

Il più antico mulino lungo il fiumo Olona di cui si abbia testimonianza sorgeva nel 1043 a Castellana (VA). Nel 1606 se ne censirono 106. La zona del Legnanese, attraversata dal fiume Olona con acque costanti per gran parte dell’anno e sufficientemente veloci per muovere le grandi pale, diventò un luogo ideale per la costruzione dei mulini.

Nel 1606 nel Legnanese erano in funzione 14 mulini. Nati per macinare i cereali, i mulini furono utilizzati anche in altre attività. All’inizio del 1800, alle pale, mosse dall’acqua, furono collegati, con grosse cinghie, telai tessili, macchine utensili e magli.

L’avvento dell’industria fu la conseguenza di un processo che, lungo i secoli, ha sempre visto il fiume svolgere la funzione di perno delle attività economiche. I mulinio ad acqua furono dunque i prototipi della fabbrica del XIX secolo, prima che l’utilizzo del vapore soppiantasse la forza motrice idrica. Ora è rimasto ben poco di quel paesaggio.

Molti mulini non ci sono più, altri sono inattivi, oppure sono stati trasformati in aziende agricole o residenze.

L’area interessata al progetto di Parco è uno degli ultimi grandi spazi verdi inedificati lungo il corso del fiume Olona, almeno in provincia di Milano.

Stretta tra i comuni di Legnano, San Vittore Olona, Canegrate e Parabiago la zona risulta di importanza strategica non solo sotto l’aspetto ambientale, ma anche per la sua collocazione rispetto al sistema delle aree protette della Provincia di Milano per la valenza storica del suo territorio e soprattutto perché risulta essere l’unica area inedificata all’interno della grande conurbazione del Sempione.

L’ambito del Parco ha un’estensione di circa 350 ettari quindi minore rispetto al Roccolo; è interamente circondato da aree edificate, che in alcuni casi (non in Parabiago) si spingono fino agli argini del fiume ed è caratterizzato dalla presenza di mulini, edifici rurali, memorie storiche in parte ristrutturate ed in parte in stato di abbandono.

Si sviluppa in maniera pressochè continua lungo il corso dell’Olona avendo come limiti (non solo di studio ma anche fisici) l’agglomerato di Legnano e Castellanza a nord e la chiesetta della Madonna di Dio’ L Sa in comune di Parabiago, a sud.

Dal punto di vista infrastrutturale la zona è costeggiata a est dalla SS 33 del Sempione, che rappresenta, insieme alla Autostrada A8 – Milano-Varese, la principale infrastruttura viaria del sistema urbano e a ovest dalla linea ferroviaria Milano-Varese e dalla SP 231.Per quanto riguarda il trasporto pubblico oltre alla già citata linea ferroviaria, che svolge un ruolo primario sia per i collegamenti con Milano sia per quelli interni al sistema urbano, il servizio è garantito da una serie di linee autobus, che si sviluppano principalmente lungo l’asse viario del Sempione e della SP 231 e, per la sola città di Legnano, da una rete di autobus urbani.

Il protocollo di intesa per la costituzione del Parco locale di interesse sovraccomunale dei Mulini e per il suo riconoscimento ai sensi della legge regionale 86/83 è stato sottoscritto a fine 1998 dalla Provincia di Milano e dai Comuni di Parabiago, Legnano, Canegrate, S. Vittore, a questi potrebbero aggiungersi in futuro i comuni di Pogliano e Vanzago.

Sul territorio comunale di Parabiago sono presenti i seguenti Mulini:

Il mulino doppio Bongini – Ferri del Bricc

Un documento del 1636 segnala che il Mulino doppio nobile Francesco Crivelli è mosso da 6 rodigni. Nel 1927 il mulino, di proprietà di Giovanni Bricco viene segnalato per abusiva apertura delle paratie provocanti danni ai mulini più a valle. La struttura è parte della sinistra del mulino doppio, mentre la parte destra veniva gestita dai fratelli Lamperti.

Il Mulino del “Miglio”

Il Mulino del “Miglio” oggi mulino e Cascina Rancilio, si trova a Parabiago. Si presume che sia stato edificato nel 1600; oggi le condizioni di conservazione risultano discrete, anche se gli interventi di ristrutturazione succedutisi nel tempo ha sostanzialmente modificato l’aspetto, facendogli assumere i caratteri di una cascina piuttosto che di un mulino. Viene usato prevalentemente come residenza.

Il Mulino Moroni

Il Mulino Moroni si trova nel comune di Parabiago. La sua costruzione viene fatta risalire presumibilmente al 1600. Di proprietà degli Olivetani di Nerviano (appartenenti alla Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto), nel 1802, in seguito alla soppressione dell’ente da parte di Napoleone, passa in proprietà allo svizzero Emanuele Haller e nel 1811 è indicato come parte del dominio della nobile Teresa Olgiati vedova Crivelli della Croce, che richiede licenza di rifare l’apparato della chiusa. Risulta però presentata identica richiesta da Pietro Del Miglio, che dice di voler ricostruire il proprio mulino condotto da Gaspare Moroni, mentre Giovanni Moroni richiede la costruzione di un pilastro di sostegno per il mulino da lui condotto. In questo caso è impossibile precisare la situazione giuridica per le rivendicazioni tra i proprietari e livellari. Nel 1935 il mulino, proprietà di Angelo Moroni, cessa la sua attività molitoria.

Oggi mantiene delle buone condizioni generali; viene usato come residenza. L’intervento di recupero messo in atto ha ricreato un rapporto paesaggistico visuale con l’intorno.

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